DOVE NASCE IL VENTO SOLARE

    Il vento
    solare è stato osservato per la prima volta nel luogo sfuggente della
    sua formazione. Il flusso di particelle cariche provenienti dal Sole ha
    un comportamento estremamente turbolento, mentre vicino alla superficie
    della nostra stella è ordinato in raggi distinti, più o meno come
    vengono raffigurati nei disegni dei bambini. I processi che portano la
    struttura definita della corona a trasformarsi in vento solare erano
    fino a oggi un grande mistero.

    Grazie al Solar Terrestrial Relations Observatory (STEREO),
    una missione spaziale della NASA composta da due satelliti impegnati
    nell’osservazione del Sole e lanciata nel 2006, un team di scienziati è
    riuscito a riprendere e descrivere proprio questa transizione. Definire i
    dettagli di questa regione di passaggio ci aiuta a conoscere meglio il
    nostro sistema solare. I risultati dello studio sono pubblicati
    sull’ultimo numero della rivista The Astrophysical Journal.

    «Ora abbiamo una visione globale dell’evoluzione del vento solare», dice Nicholeen Viall,
    scienziata presso il Goddard Space Flight Center della NASA e
    co-autrice dello studio. «Questa ricerca ci aiuterà a migliorare la
    nostra comprensione di come si sviluppa ed evolve l’ambiente spaziale
    che ci circonda».

    Sia
    che ci troviamo vicino alla Terra od oltre l’orbita di Plutone, lo
    spazio è dominato dall’attività solare. Il Sole e la sua atmosfera sono
    composti da plasma, una miscela di particelle cariche a temperature
    molto alte, che viaggiano nello spazio legate alle linee di campo
    magnetico. Il materiale proveniente dalla corona solare si muove dunque
    all’interno del Sistema solare sotto forma di vento solare. Ma gli
    scienziati hanno scoperto che, quando il plasma si sposta a grandi
    distanze dal Sole, le cose cambiano: la nostra stella perde il
    “controllo magnetico” della situazione e comincia a prendere forma il
    confine che definisce la corona esterna.

    «Più
    ci si allontana dal Sole, più l’intensità del campo magnetico scende
    rapidamente, e lo fa in modo molto più marcato rispetto alla pressione
    del materiale», spiega Craig DeForest,
    fisico solare presso il Southwest Research Institute e primo autore
    dello studio. «A un certo punto il materiale agisce più come un gas che
    come un plasma magneticamente strutturato».

    Questa
    frammentazione dei raggi è simile al modo in cui il flusso d’acqua si
    separa in gocce sempre più piccole dopo essere stata sparata da una
    pistola ad acqua. Le immagini prodotte da questo studio hanno catturato
    il plasma in una fase analoga.

    Immagini
    in sequenza del vento solare immortalato dalle sonde della missione
    STEREO della NASA (a sinistra) e dopo l’elaborazione al computer (a
    destra). Gli scienziati hanno utilizzato un algoritmo in grado di
    oscurare le stelle più luminose e il contributo dovuto alla polvere
    presente nel sistema solare, permettendogli di vedere il passaggio dalla
    corona al vento solare. Questo rappresenta anche il primo video
    realizzato del vento solare in una regione precedentemente non mappata.
    Crediti: Craig DeForest, SwRI

    Prima
    di questo studio, gli scienziati avevano ipotizzato che le forze
    magnetiche giocassero un ruolo fondamentale nel definire la forma del
    bordo della corona. Tuttavia l’effetto non è mai stato osservato
    direttamente, perché le immagini sono molto difficili da elaborare. A
    una distanza di circa trenta milioni di chilometri dalla superficie del
    Sole, il plasma che compone il vento solare è tenue e contiene elettroni
    liberi che interagiscono con la luce della nostra stella. Questo
    significa che possono essere osservati, ma sono molto deboli e
    richiedono un’elaborazione attenta e dettagliata.

    Per
    poter identificare la zona di transizione, gli scienziati hanno dovuto
    separare i contributi provenienti dal vento solare da quelli dovuti al
    rumore di fondo e alle sorgenti luminose (stelle, il Sole stesso e la
    polvere presente nel Sistema solare), spesso fino a cento volte più
    luminose rispetto al segnale cercato. Le immagini ottenute, che mostrano
    la corona che si dissolve in vento solare,
    offrono informazioni fondamentali per comprendere il Sole, dal nucleo
    fino al bordo dell’eliosfera, la regione di spazio caratterizzata
    dall’influenza della nostra stella.

    Le
    osservazioni effettuate dalla missione STEREO permetteranno agli
    scienziati di migliorare la prossima generazione di missioni dedicate
    allo studio del Sole e del vento di particelle cariche da esso prodotte.